Dichiarazione sull’Antifascismo

DICHIARAZIONE SULL’ANTIFASCISMO – Uniti nella lotta contro il fascismo!

L’antifascismo è l’orientamento permanente del Partito della Sinistra Radicale. La lotta contro il fascismo in tutte le sue forme è una lotta per la sopravvivenza e per la salvaguardia di tutte le eredità progressiste della nostra società, che negli ultimi trent’anni vengono sistematicamente smantellate. L’avanzata del fascismo in Europa, e anche in Serbia, è il sintomo della crisi del capitalismo, che nella sua fase di decadenza rafforza la propria capacità di violenza e repressione contro la classe lavoratrice e le persone impoverite. Il fascismo rappresenta l’ultima linea di difesa dell’oligarchia capitalista di fronte alla minaccia del socialismo.

Il ritorno vampiresco del nazionalismo durante le guerre degli anni Novanta fornì la cornice per una controrivoluzione, l’espropriazione della classe lavoratrice e una massiccia rapina perpetrata contro i popoli della Jugoslavia. Ne restarono macerie, più di centomila morti e centinaia di migliaia di profughi, e i responsabili dei crimini di guerra oggi vengono celebrati come eroi. La revisione della storia e la riabilitazione dei movimenti e delle ideologie fasciste della Seconda guerra mondiale rappresentano un elemento fondamentale del processo di distruzione sistematica dell’eredità socialista e progressista in Europa dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Mentre i crimini dei cetnici, dei seguaci di Ljotić e di altre formazioni collaborazioniste contro i popoli della Serbia e della Jugoslavia, incluso quello serbo, vengono minimizzati e relativizzati – e il carattere profondamente collaborazionista di queste organizzazioni è abilmente taciuto – nello stesso tempo si porta avanti una campagna di diffamazione e demonizzazione contro i veri liberatori della Serbia, l’Esercito Popolare di Liberazione (la resistenza partigiana) e l’Armata Rossa, con l’aiuto di falsificazioni e distorsioni storiche. La Serbia è formalmente una repubblica laica, ma ciò non ha impedito ai nazionalisti del “5 ottobre” di concedere alla Chiesa – uno dei principali pilastri di questa tendenza revisionista e reazionaria – un’influenza nella società che non si vedeva da tempo.

Questi discorsi revisionisti alimentano partiti e organizzazioni di estrema destra, la cui missione principale è distrarre l’opinione pubblica dalle questioni sociali fondamentali, combattere l’idea e l’eredità del socialismo e normalizzare la repressione poliziesca e para-poliziesca al servizio del capitale. Gruppi di estrema destra, presunti “difensori dell’ordine”, pattugliano sempre più spesso le nostre città, molestando giovani, rom, persone povere e migranti – talvolta per puro tornaconto propagandistico, talvolta direttamente al servizio degli “investitori” e dei capitalisti; in ogni caso, godendo del sostegno del governo e della polizia, che a sua volta esercita violenza sugli stessi gruppi.

Questi partiti e organizzazioni nella maggior parte dei casi fanno parte delle strutture di potere in Serbia, e insieme ai politici liberali – che sono loro “avversari” solo a parole – perseguono la stessa politica neoliberista di rapina, austerità, sfruttamento e violenza contro il popolo, connotandola in senso nazionalista come avviene in molti altri Paesi. L’“SNS” (Partito Progressista Serbo), ibrido fra nazionalismo e oligarchia liberale, è l’esempio più evidente della realtà politica neoliberista in cui viviamo.

Nel contempo, si tenta di inglobare l’antifascismo all’interno del sistema, riducendolo a una mera questione “liberale” e identitaria, svuotandolo così della sua forza e del suo senso. Alcuni politici e personaggi pubblici promuovono un “antifascismo” liberale i cui valori sono tutto fuorché antifascisti: elitarismo, disprezzo e odio verso la classe lavoratrice e i cittadini più poveri della Serbia; un’auto-colonizzazione mentale e l’adorazione della “civiltà europea” e delle potenze imperialiste come riferimento morale e politico; e spesso persino con manifestazioni di razzismo esplicito. Questo “antifascismo” su misura per l’élite autoproclamata non ha nulla a che vedere con il vero antifascismo, e serve soltanto a disumanizzare i lavoratori e i poveri, legittimare l’ordine neoliberista e promuovere interessi imperialisti. Non rappresenta la lotta contro il fascismo; mira piuttosto a confinare le forze progressiste in una posizione elitaria e marginale e a trascinarle nel vortice neoliberista – un vortice che, inesorabilmente, conduce alla fascistizzazione del sistema e della nostra società.

Respingiamo il ricatto dell’“antifascismo” liberale e rifiutiamo di essere un’appendice di sinistra dell’ordine neoliberista. Il Partito della Sinistra Radicale intende costruire un fronte antifascista basato sui valori socialisti. Siamo convinti che il revisionismo storico, il nazionalismo e la fascistizzazione dello Stato e della società possano essere fermati solo da un antifascismo fondato su una prospettiva di classe. Crediamo che le vere linee di frattura politica, in ultima analisi, siano di natura sociale – e non nazionale, razziale, religiosa o di altro tipo, come proclamano le organizzazioni di estrema destra. Riconosciamo in tutti i gruppi minoritari minacciati dall’estrema destra i nostri alleati naturali e li invitiamo a unire le forze contro la destra estrema e i suoi alleati e sostenitori neoliberisti.

Solidarietà, fratellanza e unità nella lotta per una società più giusta saranno indispensabili in questi tempi difficili, in cui l’attività dell’estrema destra si intensificherà e che – vista la condizione di crisi generale nel mondo – inevitabilmente ci attendono.

Morte al fascismo – libertà al popolo!

(adottata al Congresso del Partito della Sinistra Radicale, 18/12/2022 a Belgrado)